I TRATTAMENTI DI PRANOPRATICA

La seduta di pranopratica si struttura in un colloquio iniziale  in cui  la persona  riferisce le proprie problematiche fisiche piuttosto che gli stati di malessere emotivo  su cui  desidera intervenire, dopodiché si procede con il rilevamento degli squilibri energetici al fine di identificare le zone fisiche in cui si concentra l’energia dissonante.
Questa analisi “sottile” avviene nella prima seduta ed è molto importante in quanto permette di individuare le aree squilibrate da cui si originano i disturbi fisici e sulle quali è necessario intervenire, identificando così i nodi problematici su cui verrà poi focalizzato l’intervento. In questa fase la persona che si sottopone al trattamento, viene guidata  a rilassarsi tramite esercizi di respirazione e tecniche di rilassamento specifiche.
Personalmente mi capita di percepire le zone squilibrate tramite sensazioni di calore, freddo, formicolio alle mani, ma talvolta mi accade anche di avere immagini mentali o di percepire  gli stati emotivi della persona che hanno originato quello specifico disturbo. Dopo aver effettuato questa “diagnosi energetica”, si procede  nel colloquio confrontandosi  rispetto a ciò che è emerso andando a concordare insieme  la frequenza delle sedute e la durata del trattamento.
Negli incontri successivi,  l’intervento energetico viene mirato in modo specifico alla risoluzione delle problematiche evidenziate. 
Nel corso del trattamento la persona potrà avvertire una serie di sensazioni fisiche differenti, quali senso di freddo, calore, formicolii in alcune parti del corpo, oppure potrà avere immagini mentali, e talvolta senso di distacco dal corpo fisico. Ciascuno di questi segnali è indicativo del fatto che si è verificato un effettivo passaggio di energia, inoltre questi effetti rappresentano segnali e indicatori importanti che andranno letti nell’ottica del percorso di cura, in quanto possono rivelare dei nodi significativi che daranno indicazioni sul tipo di squilibrio energetico e sullo stato emotivo che sta all’origine del problema manifestato.
Al termine della seduta viene sempre mantenuto un momento di colloquio, in cui la persona che si è sottoposta al trattamento potrà riferire eventuali sensazioni avvertite e insieme si andrà a comprendere anche il significato “sottile” simbolico degli squilibri  sui quali si è agito tramite la pranopratica.

Questo trattamento energetico è indicato per intervenire sia  a livello del corpo fisico, andando ad agire su disturbi specifici ma soprattutto su un piano energetico, livello su cui si interviene per sciogliere quei blocchi o risolvere quei conflitti che hanno dato origine al sintomo. Infatti la caratteristica principale della pranopratica è quella di risolvere le cause “sottili” dei disturbi, pertanto la sua azione più  importante, oltre ad alleviare  i sintomi fisici, è sicuramente quella di attivare le risorse di autoguarigione dell’individuo, permettendogli di individuare e sciogliere i nodi energetici che generano sofferenza, quali ansie, angosce, depressioni e conflitti interiori. Inoltre, attraverso questa cura energetica e’ possibile individuare eventuali nodi karmici, situazioni irrisolte che derivano da esperienze di vite passate e che spesso, inconsciamente, ci condizionano generando vere e proprie “malattie karmiche”  sulle quali è possibile intervenire agendo a livello del corpo causale.
E’ bene chiarire che il trattamento di pranopratica come gli altri trattamenti descritti in questo sito, non si sostituisce all’intervento medico o ad altri interventi terapeutici specifici, pertanto può essere utilizzata in modo complementare ma in nessun caso l’operatore farà diagnosi mediche o esaminerà referti specialistici.